Archivio mensile:gennaio 2016

Lettura del rapporto Istat

Pubblicato in www.istat.it/it/archivio/176768

istat_vita_donne_2015

Il volume presenta un quadro aggiornato della condizione delle donne in Italia ed analizza come sia mutato nell’ultimo decennio (2004-2014) il ruolo delle donne e il loro contesto di vita nella famiglia, nel mondo del lavoro e nella società.

L’ebook esce a distanza di dieci anni dalla prima pubblicazione incentrata su tali temi. La disponibilità di un nuovo e più aggiornato patrimonio informativo rispetto al passato ha consentito di rappresentare in modo più articolato l’immagine femminile, grazie all’inclusione di temi quali la povertà assoluta, la contraccezione, la violenza contro le donne, gli stereotipi di genere. Le analisi presentate ripercorrono le diverse fasi della vita ed evidenziano la pluralità dei ruoli femminili facendo emergere i risultati conseguiti nell’istruzione, la fruizione culturale, il rapporto con le nuove tecnologie, il ruolo nel mercato del lavoro, la divisione dei ruoli, le strategie di conciliazione del lavoro e dei tempi di vita, le condizioni economiche, la salute.

Pubblicato in www.ingenere.it

Come cambia la vita delle donne 

Come siamo cambiate? Risponde l’Istat che ha monitorato la vita delle donne negli ultimi dieci anni

Chiara Meta   26/01/2016

Come cambia la vita delle donne
Dopo l’ultima indagine ad ampio spettro risalente al 2004, l’Istat pubblica una nuova ricerca sulla vita delle donne nel nostro Paese dal 2004 al 2014. L’analisi disaggregata dei dati che questa indagine decennale condotta dall’Istat ci fornisce, ci fa leggere gli aspetti in chiaroscuro del lungo cammino delle donne verso l’emancipazione e la libertà dal bisogno.

Le fasce d’età, così come la collocazione geografica, sono elementi fondamentali per leggere le dinamiche in atto, ovvero i notevoli avanzamenti – concentrati prevalentemente al centro nord – in termini di consapevolezza e capacità di autodeterminazione femminile, e le sacche di resistenza al mutamento, soprattutto nel mezzogiorno. Le donne più giovani (24-36 anni), concentrate nel centro nord, sono quelle che emergono: si laureano prima e meglio dei coetanei maschi. Altre, invece, migliorano la loro condizione. Le quarantenni e cinquantenni con titoli di studio elevati hanno visto in questo decennio cominciare ad infrangersi il tetto di cristallo e hanno avuto accesso a ruoli apicali, grazie anche a una normativa che le ha sostenute. Le donne anziane, poi, hanno migliorato la qualità della loro vita: le ultrasessantenni non solo continuano ad avere una vita media più lunga dei coetanei maschi ma sono anche più capaci di inventarsi un nuovo progetto di vita in tarda età. Continua la lettura di Lettura del rapporto Istat

Domani sarà la Giornata della Memoria

      CONTA LE STELLE, SE PUOI

Romanzo di Elena Loewenthal, narratrice e studiosa di ebraistica

 

Conta le stelle

Questa è la storia di una famiglia ebraica.
È una storia piú o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.

Risvolto

Moise Levi ha solo ventitre anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l’inizio di una lunga storia. Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un’infinità di nipoti. Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa. Invece la famiglia Levi – con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse – diventa sempre piú numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c’era il ghetto e adesso non c’è piú. 
Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all’incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell’esistenza, con la sua allegria e insensatezza per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».

La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall’aberrante eccezionalità della Storia. Per questo la voce calda e intima dell’autrice, con una sincerità capace di rispettare tutte le ferite, prova a inventarsi un lieto fine, “come se non fosse successo quello che è successo”.

Prima pubblicazione2008, Casa Editrice Einaudi

AutoreElena Loewenthal

NominePremio Campiello

PremiPremio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati

www.einaudi.it

 

Unioni civili, attenti a non svuotare la legge

Pubblicato in temi.repubblica.it/micromega-online

Unioni civili, attenti a non svuotare la legge

di Stefano Rodotà, da Repubblica, 20 gennaio 2016

rodota-unioni-civili-510-1

La discussione sulle unioni civili avrebbe bisogno di limpidezza e di rispetto reciproco, invece d’essere posseduta da convenienze politiche, forzature ideologiche, intolleranze religiose. Di fronte a noi è una grande questione di eguaglianza, di rispetto delle persone e dei loro diritti fondamentali, che non merita d’essere sbrigativamente declassata, perché altre urgenze premono. I diritti, dovremmo ormai averlo appreso, sono indivisibili, e quelli civili non sono un lusso, perché riguardano libertà e dignità di ognuno. Continua la lettura di Unioni civili, attenti a non svuotare la legge

Tante piazze in tutta Italia per il diritto all’uguaglianza

Anche noi aderiamo a

#SVEGLIATITALIA 23 gennaio

23-gennaio-base

Qui vicino

VENEZIA: 23 gennaio ore 16.30, Campo Santa Margherita

N.B. SeNonOraQuando Venezia ha pubblicato il proprio post

Unioni civili-svegliatitalia in senonoraquandovenezia.blogspot.com

(Segnalato dal comitato Senonoraquando Venezia)

TRENTO: 23 gennaio ore 16.00, piazza Dante

PADOVA: 23 gennaio ore 16.00, via VIII Febbraio

VICENZA: 23 gennaio ore 16.00, Piazza dei Signori

In vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, prevista per il 26 Gennaio, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Continua la lettura di Tante piazze in tutta Italia per il diritto all’uguaglianza

Constatazioni e riflessioni sulla libertà

Pubblicato nel sito www.cheliberta.it

Interviste TONIA  MASTROBUONI: Colonia, azione programmata per umiliare le donne

di Simonetta Robiony

Tonia Mastrobuoni

Tonia Mastrobuoni, giornalista (Ph AndreasC, Flickr)

Scritto da Simonetta Robiony 11/01/2016

Simonetta Robionycache_14011907-e1438679514581-143x150

Dobbiamo ricordarci tutte che la libertà femminile è una conquista di civiltà per tutti, una tappa da raggiungere con profondi mutamenti culturali non ancora compiuti neanche nel nostro Occidente, dove ancora esiste il femminicidio.

Corrispondente da Berlino del quotidiano La Stampa, quarantenne o poco più, esperta di Germania per averci vissuto alternativamente per anni, Tonia Mastrobuoni sta seguendo con duplice interesse i fatti di Colonia: come cronista e osservatrice della politica di Angela Merkel e come donna che da questi episodi violenti è particolarmente colpita e indignata.

Che idea si è fatta di quanto è avvenuto a Colonia la notte di Capodanno?

Dopo alcuni giorni in cui le cose non erano chiare tanto da far pensare a un gruppetto di teppistelli o a una azione di ladruncoli, piano piano è venuta fuori la verità, anche perché le denunce delle donne molestate sono cresciute di giorno in giorno fino ad essere arrivate a oltre 500. È chiaro ormai, e lo ha ammesso finalmente anche il ministro della Giustizia, Helko Maas, che si è trattato di un’azione programmata, probabilmente grazie ai social network. D’altra parte avrebbe dovuto essere evidente fin dal primo momento. Un migliaio di uomini, per lo più islamici provenienti da Marocco, Algeria, Siria non si radunano in una piazza davanti alla stazione per caso. Soprattutto le azioni con cui aggredivano le donne scese a festeggiare la fine dell’anno erano azioni studiate e preparate: circondarle con centri concentrici sempre più stretti, chiuderle in una sorta di assedio, palpeggiarle, tentare di spogliare, toccarle nelle parti intime, privarle di portafogli e borse sono chiaramente atti studiati e preparati appositamente. Continua la lettura di Constatazioni e riflessioni sulla libertà

La libertà delle donne

La libertà delle donne
di Chiara Saraceno

Pubblicato in La Repubblica, 8 Gennaio 2016
www.repubblica.it

Quanto è successo a Colonia e in altre città tedesche la notte di San Silvestro ha messo a nudo la nostra vulnerabilità in modo per molti versi analogo agli attacchi terroristi a Parigi, Londra, Madrid. I branchi di uomini organizzati che hanno aggredito le donne che festeggiavano il Capodanno hanno mostrato quanto possano essere insicuri gli spazi pubblici proprio in un Paese che della sicurezza, della civiltà dei rapporti in pubblico, della condanna della sguaiataggine ha fatto negli ultimi decenni la propria cifra. E lo hanno fatto sfidando uno dei simboli della civiltà occidentale: la libertà delle donne di muoversi nello spazio pubblico senza essere aggredite.
Certo, chi brandisce quel simbolo in funzione anti-migranti è spesso poco o per nulla sensibile alle molestie e aggressioni che le donne europee e occidentali subiscono nei propri Paesi (una su tre, secondo gli ultimi dati Eurostat) per lo più da connazionali e per lo più da famigliari, amici e conoscenti. Finge di ignorare che il modello di prepotente violenza maschile che trasforma ogni donna vuoi in potenziale oggetto a disposizione, vuoi in soggetto subordinato da controllare, di cui gli aggressori di Colonia sono portatori alligna anche tra noi. Ma questo non deve sminuire il giudizio sulla gravità di quanto è successo e sulla superficialità, incompetenza, impreparazione con cui (non) è stato affrontato da chi doveva. Continua la lettura di La libertà delle donne