Archivio mensile:febbraio 2016

La salute riproduttiva delle donne

Pubblicato in www.noidonne.org

DALLA RETE: PRIMO PIANO

Aborto clandestino, la depenalizzazione penalizza le donne

inserito da Nadia Somma

No alle sanzioni per le donne che ricorrono all’aborto clandestino, è la petizione lanciata sul web contro il decreto legislativo 8, del 15 gennaio 2016, che depenalizza il reato di aborto clandestino ma inasprisce le sanzioni amministrative.

Le donne che abortiranno clandestinamente entro i 90 giorni, saranno condannate al pagamento di una multa: da un minimo di 5mila ad un massimo di 10mila euro (lo stesso decreto prevede la cancellazione del reato penale per chi abortisce oltre i 90 giorni di gravidanza). L’articolo 19 della 194 prevedeva, invece, una sanzione più che sostenibile di 51 euro (100mila lire ai tempi dell’approvazione della 194), che lasciava alle donne la possibilità di andare in ospedale in caso di complicazioni post intervento e anche di denunciare chi praticava aborti fuori dalla struttura pubblica. Ma adesso, questa salatissima multa che si abbatterebbe come un macigno sulle scarse risorse economiche di precarie, immigrate o indigenti, potrebbe diventare un deterrente per il ricorso alle cure ospedaliere con gravi conseguenze sulla loro salute.

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Di Cristina Obber, Lettera aperta al cardinale Bagnasco

Postato in: cristinaobber.it 

Gentile cardinale Bagnasco, lei ha detto che con il ddl Cirinnà “si indebolisce l’istituto familiare”.
Mi creda, “l’istituto familiare” è già indebolito.
Il verbo indebolire presuppone qualcosa di solido, rassicurante.
Il modello papà, mamma e due bambini che vissero felici e contenti mostra ogni giorno le sue fragilità.

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Il convegno di venerdi’- Senonoraquando Torino

Pubblicato in www.senonoraquando-torino.it

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GENER-AZIONI – Nuove frontiere della conciliazione e della condivisione

Qual è lo stato attuale delle politiche di conciliazione e condivisione tra lavoro e famiglia in Italia e in Europa? E nella realtà, quale situazione vivono oggi le donne? Come migliorarla? Se ne parlerà al convegno GENER-AZIONI – Nuove frontiere della conciliazione e della condivisione” il 19 Febbraio.

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Tante danze e tante voci, l’onda si propaga!

One Billion Rising 2016
La campagna mondiale contro l’odio di genere
 

Pubblicato in 27esimaora.corriere.it

Il rock and roll a Las Vegas  e le danze dal Messico alle Filippine. I post di oggi raccontano storie di donne tra violenza e riscatto

di Luisa Pronzato

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C’è chi suona la campanella della ricreazione, chi riempie le piazze di colori e fiori colorati (nelle città grandi e piccole) e i prof e le prof che hanno organizzato lezioni di danza nelle palestre dei paesini di montagna perché ragazze e ragazzi siano i «trascinatori» degli adulti. Ci sono anche le motocicliste di Ginevra, il rock and roll a Las Vegas, i passi tradizionali delle Filippine, del Messico, dell’India mischiati alle coreografie di Debbie Allen al ritmo di Break the Chain («Spezzare la catena), l’inno di One Billion Rising («Un miliardo si alzano»).

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Ai bambini serve amore, senza limiti

Simonetta Agnello Hornby

Ai bambini serve amore, senza limiti

Pubblicato il 3 febbraio 2016

in ilmanifesto.info

Simonetta Agnello

“Non so nulla del Family day, mai sentito, vivo a Londra”. Scrittrice di grande successo – La Mennulara è il suo libro più celebre, Il Pranzo di Mosè il più recente – Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo ma si è trasferita negli anni Settanta nella capitale inglese dove ha esercitato a lungo la professione di solicitor, occupandosi dei diritti dei minori. Ha fondato uno studio legale che ha sede nel quartiere di Brixton.

L’abbiamo raggiunta al telefono dopo aver letto il suo nome tra quelli dei giuristi favorevoli alla legge sulle unioni civili, nell’appello raccolto da Articolo 29.

Per lei è giusto che le coppie omosessuali aspirino all’adozione?

Lo è perché i diritti del bambino vanno messi sempre al primo posto, che sia figlio naturale, adottato o affidato. Non ha importanza che la famiglia destinata ad accoglierlo sia di due coniugi o di due zitelle o di due scapoli, non ha importanza che abbiano o meno rapporti sessuali tra loro. L’importante è che al bambino possa essere garantita una vita di affetto e di sicurezza. In Inghilterra ormai quasi il 50% dei matrimoni finiscono in divorzio: dire che il matrimonio tradizionale protegge i bambini non è dunque più possibile. Continua la lettura di Ai bambini serve amore, senza limiti

Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: denuncia Cgil Padova e rapporto della ministra Lorenzin sull’applicazione

Pubblicato in mattinopadova.gelocal.it/

Medici obiettori  194 disapplicata

Applicazione Legge 194 La denuncia della Cgil:

«Solo due ginecologi a Padova praticano l’interruzione. Consultori, organico sotto del 50%»

di Elisa Fais

2 febbraio 2016

A Padova le interruzioni di gravidanza sono sempre più difficili a causa della carenza di medici non obiettori di coscienza. Per molte donne arrivare all’intervento significa vivere una vera e propria odissea che contribuisce a rendere ancora più difficile e sofferta la scelta compiuta. Diverse le padovane costrette ad andare in un’altra provincia o addirittura fuori regione per avere quello che la legge 194 dovrebbe garantire. A denunciare la situazione è la Cgil di Padova che ieri ha chiesto a gran voce la completa e corretta applicazione della legge 194.

Ad oggi, in città, sono solo due i medici disposti a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg). Si tratta di due giovani ginecologi che lavorano in Azienda Ospedaliera, rispettivamente in Clinica ostetrica e in Divisione ostetrica. In sala operatoria gli spazi dedicati alla programmazione di interventi di questo tipo sono limitati ad un paio di giorni alla settimana e, di conseguenza, è facile scontrarsi con lunghi tempi d’attesa. Una situazione che, di fatto, rende la 194 di difficile applicazione.

«Ci rivolgiamo ai nuovi direttori della sanità padovana, Luciano Flor e Claudio Dario», dichiarano unite Alessandra Stivali, Gloria Berton, Paola Fulgenzi e Rosanna Bettella della Cgil, «chiediamo loro di intervenire urgentemente. È necessario potenziare i consultori per offrire alle donne appoggio psicologico e un’informazione adeguata, oltre che vigilare sui modi e tempi per arrivare all’intervento».

Nell’ultimo anno la Cgil di Padova ha raccolto una decina di segnalazioni di donne che hanno trovato difficoltà nel loro percorso verso l’Ivg. «Circa un anno fa una ragazza di 21 anni, proveniente dal Sud America e appena giunta a Padova per motivi di studio, ha scoperto di essere incinta», raccontano le rappresentanti sindacali, «si è rivolta ad un consultorio dell’Usl 16 che l’ha respinta perché senza tessera sanitaria. Poi, un altro consultorio non ha accettato di farle la certificazione perché non residente della zona. La ragazza disperata ha chiesto aiuto scrivendo nel blog padovadonne.it e a quel punto siamo intervenuti noi». Ma le storie sono tante. «Una 40enne padovana si è sentita rispondere “non c’è posto” dall’ospedale di Padova», aggiungono, «la prima data disponibile era oltre i 90 giorni consentiti dalla legge perché di mezzo c’erano le feste natalizie. Ha provato a chiamare inutilmente anche gli ospedali di Piove di Sacco, Camposampiero e Cittadella. Abbiamo dovuto forzare noi le cose e, grazie a corsie preferenziali, le abbiamo fissato l’intervento a Padova per tempo». Chi non ha possibilità, rischia di trovarsi in cattive mani. Gli aborti clandestini rimangono un fenomeno ancora diffuso sul territorio. Solo qualche settimana fa è stato denunciato un falso medico nigeriano che praticava aborti a tutte le ore a prostitute e straniere, nel salotto di una villetta a Quinto di Treviso, con un secchio d’acqua per lavare i ferri chirurgici. Nel 2013 la Guardia di Finanza ha fermato una coppia di coniugi cinesi che aveva allestito un ambulatorio clandestino accanto alla stazione dei treni di Padova. «Chiediamo risposte», affermano le rappresentanti della Cgil, «il 6 ottobre scorso la Regione ci ha inviato una lettera nella quale assicurava la verifica della situazione dei consultori del territorio padovano. Non ci sono state date ancora delucidazioni in merito. Intanto il personale nei consultori è stato ridotto del 50%, un’ulteriore dimostrazione che il piano socio-sanitario non viene applicato». (Segnalato da Anna Martellozzo, Spi Cgil Cittadella)

Ivg, a che punto siamo con l’applicazione della 194

Pubblicato in www.ingenere.it  07/11/2015

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Il ministero della salute ha presentato la relazione annuale sull’applicazione della legge 194. Per la prima volta le interruzioni volontarie di gravidanza registrate scendono sotto le 100 mila. Ma qual è lo stato dell’accesso ai servizi e del diritto alla salute? 07/11/2015

di Claudia Bruno 

Per la prima volta in Italia il numero annuale di interruzioni volontarie di gravidanza(IVG) è inferiore a 100.000. A riportarlo è la relazione del ministero della salute appena presentata in Parlamento e relativa all’attuazione della legge 194 del 1978 nel nostro paese. Continua la lettura di Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: denuncia Cgil Padova e rapporto della ministra Lorenzin sull’applicazione