Archivi giornalieri: 5 febbraio 2016

Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: denuncia Cgil Padova e rapporto della ministra Lorenzin sull’applicazione

Pubblicato in mattinopadova.gelocal.it/

Medici obiettori  194 disapplicata

Applicazione Legge 194 La denuncia della Cgil:

«Solo due ginecologi a Padova praticano l’interruzione. Consultori, organico sotto del 50%»

di Elisa Fais

2 febbraio 2016

A Padova le interruzioni di gravidanza sono sempre più difficili a causa della carenza di medici non obiettori di coscienza. Per molte donne arrivare all’intervento significa vivere una vera e propria odissea che contribuisce a rendere ancora più difficile e sofferta la scelta compiuta. Diverse le padovane costrette ad andare in un’altra provincia o addirittura fuori regione per avere quello che la legge 194 dovrebbe garantire. A denunciare la situazione è la Cgil di Padova che ieri ha chiesto a gran voce la completa e corretta applicazione della legge 194.

Ad oggi, in città, sono solo due i medici disposti a praticare l’interruzione volontaria di gravidanza (ivg). Si tratta di due giovani ginecologi che lavorano in Azienda Ospedaliera, rispettivamente in Clinica ostetrica e in Divisione ostetrica. In sala operatoria gli spazi dedicati alla programmazione di interventi di questo tipo sono limitati ad un paio di giorni alla settimana e, di conseguenza, è facile scontrarsi con lunghi tempi d’attesa. Una situazione che, di fatto, rende la 194 di difficile applicazione.

«Ci rivolgiamo ai nuovi direttori della sanità padovana, Luciano Flor e Claudio Dario», dichiarano unite Alessandra Stivali, Gloria Berton, Paola Fulgenzi e Rosanna Bettella della Cgil, «chiediamo loro di intervenire urgentemente. È necessario potenziare i consultori per offrire alle donne appoggio psicologico e un’informazione adeguata, oltre che vigilare sui modi e tempi per arrivare all’intervento».

Nell’ultimo anno la Cgil di Padova ha raccolto una decina di segnalazioni di donne che hanno trovato difficoltà nel loro percorso verso l’Ivg. «Circa un anno fa una ragazza di 21 anni, proveniente dal Sud America e appena giunta a Padova per motivi di studio, ha scoperto di essere incinta», raccontano le rappresentanti sindacali, «si è rivolta ad un consultorio dell’Usl 16 che l’ha respinta perché senza tessera sanitaria. Poi, un altro consultorio non ha accettato di farle la certificazione perché non residente della zona. La ragazza disperata ha chiesto aiuto scrivendo nel blog padovadonne.it e a quel punto siamo intervenuti noi». Ma le storie sono tante. «Una 40enne padovana si è sentita rispondere “non c’è posto” dall’ospedale di Padova», aggiungono, «la prima data disponibile era oltre i 90 giorni consentiti dalla legge perché di mezzo c’erano le feste natalizie. Ha provato a chiamare inutilmente anche gli ospedali di Piove di Sacco, Camposampiero e Cittadella. Abbiamo dovuto forzare noi le cose e, grazie a corsie preferenziali, le abbiamo fissato l’intervento a Padova per tempo». Chi non ha possibilità, rischia di trovarsi in cattive mani. Gli aborti clandestini rimangono un fenomeno ancora diffuso sul territorio. Solo qualche settimana fa è stato denunciato un falso medico nigeriano che praticava aborti a tutte le ore a prostitute e straniere, nel salotto di una villetta a Quinto di Treviso, con un secchio d’acqua per lavare i ferri chirurgici. Nel 2013 la Guardia di Finanza ha fermato una coppia di coniugi cinesi che aveva allestito un ambulatorio clandestino accanto alla stazione dei treni di Padova. «Chiediamo risposte», affermano le rappresentanti della Cgil, «il 6 ottobre scorso la Regione ci ha inviato una lettera nella quale assicurava la verifica della situazione dei consultori del territorio padovano. Non ci sono state date ancora delucidazioni in merito. Intanto il personale nei consultori è stato ridotto del 50%, un’ulteriore dimostrazione che il piano socio-sanitario non viene applicato». (Segnalato da Anna Martellozzo, Spi Cgil Cittadella)

Ivg, a che punto siamo con l’applicazione della 194

Pubblicato in www.ingenere.it  07/11/2015

applicazione_194

Il ministero della salute ha presentato la relazione annuale sull’applicazione della legge 194. Per la prima volta le interruzioni volontarie di gravidanza registrate scendono sotto le 100 mila. Ma qual è lo stato dell’accesso ai servizi e del diritto alla salute? 07/11/2015

di Claudia Bruno 

Per la prima volta in Italia il numero annuale di interruzioni volontarie di gravidanza(IVG) è inferiore a 100.000. A riportarlo è la relazione del ministero della salute appena presentata in Parlamento e relativa all’attuazione della legge 194 del 1978 nel nostro paese. Continua la lettura di Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza: denuncia Cgil Padova e rapporto della ministra Lorenzin sull’applicazione