Burkini: diciamo no al divieto

Burkini: diciamo no al divieto

di Francesca Izzo

Burkini

Pubblicato il 18/08/2016 in www.cheliberta.it

... la libertà non è un bene import-export, ma un travagliato cammino verso un’autonoma costruzione di sé.

 Non avrei mai immaginato qualche decennio fa che il mio gesto, come quello di tante altre coetanee, di andare al mare in topless avrebbe contribuito a fare della nudità femminile “un valore fondante della Francia e della Repubblica”. Eppure, l’incredibile è accaduto: il capo del governo francese Valls con la sua dichiarazione ufficiale ha di fatto elevato a misura della liberté e della laicità il corpo nudo delle donne. Credo che i terribili traumi vissuti dalla società francese stiano purtroppo facendo smarrire la misura ai suoi governanti che invece di riflettere criticamente su scelte opinabili (il divieto del velo) le radicalizzano sino a considerare “il burkini un progetto politico di contro-società”.

Le donne che vanno in spiaggia con quell’indumento hanno già infranto la regola della chiusura domestica e invadono uno spazio ludico con un segno di identità consapevole; pongono così alla società europea un interrogativo serissimo che soprattutto le femministe dovrebbero cogliere: la libertà non è un bene import-export, ma un travagliato cammino verso un’autonoma costruzione di sé. Ecco, questa idea di libertà è un valore fondante della nostra civiltà a cui a nessun costo potremmo rinunciare. Ma certamente non include tra i suoi fondamenti l’obbligo per le donne di mettere a nudo il proprio corpo.

 

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