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Giulio Regeni, un anno dalla morte. I genitori: “Stiamo vivendo tutto il male del mondo, ma non siamo soli”

www.huffingtonpost.it  25/01/2017 

Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“In questo anno abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre a essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi ‘verità per Giulio'”. Lo scrivono Paola e Claudio Regeni in una lettera a Repubblica a un anno dalla morte di loro figlio al Cairo.

“In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato più calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli”, sottolineano, “la solidarietà è qualcosa di tangibile, di umano, è tutto il bene del mondo”.

Giulio, affermano, “era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di ‘Giulio d’Egitto’, che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sarà tempo”. Ora, “vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio. Sappiamo che non siamo i soli a volerlo”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso via Twitter la propria vicinanza alla famiglia del giovane studioso: “Un anno dall’orribile uccisione di Giulio Regeni. Vicinanza alla famiglia. Impegno con la magistratura per ottenere #veritapergiulioregeni”.

La verità sulla morte di Giulio “è ancora lontana” e “il movente è nella caccia alle streghe allo straniero”, ha dichiarato all’Agi Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. La ong ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione perché “nonostante siano passati 365 giorni, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore italiano è ancora lontana”. Questa sera, in diverse piazze italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della sua scomparsa.

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