Tutti gli articoli di Maddalena Casarotto

G. Marcolungo e G. Serughetti Uscire dalla violenza con il mutuo aiuto

www.ingenere.it

Uscire dalla violenza con il mutuo aiuto

Giada Marcolungo Giorgia Serughetti 23/11/2017

In attesa di un adeguamento che renda le istituzioni davvero capaci di fornire una via di uscita dalla violenza domestica, alcune donne si stanno autorganizzando. Vediamo come

Silenzio e invisibilità sono le parole con cui è più spesso rappresentato il fenomeno della violenza contro le donne, in particolare della violenza domestica: il silenzio delle vittime, l’invisibilità degli abusi perpetrati tra le pareti delle case. Eppure le donne che l’hanno subita e hanno trovato la forza per uscirne hanno un volto e una voce, e apprendere dalla loro esperienza può essere indispensabile non solo ad altre che hanno vissuto situazioni simili, ma anche ai servizi per il contrasto alla violenza di genere. In quest’ottica è interessante esplorare l’universo dei gruppi di mutuo aiuto per donne vittime di violenza, e il ruolo che svolgono nell’attivare risorse e processi di empowerment individuale e collettivo. Continua la lettura di G. Marcolungo e G. Serughetti Uscire dalla violenza con il mutuo aiuto

Annalisa Camilli Le femministe italiane hanno un piano contro la violenza

www.internazionale.it

Le femministe italiane hanno un piano contro la violenza

Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale 

22 novembre 2017 

“Oggi mi si apre il cuore perché il testimone del femminismo italiano è passato a donne giovani e preparatissime: è uno di quei casi in cui le figlie non hanno avuto bisogno di distruggere le madri”. Paola Mastrangeli, del Centro Alma Sabatini per l’uso non sessista della lingua, con il suo intervento ha chiuso la presentazione del primo Piano contro la violenza maschile e la violenza di genere presentato dal movimento Non una di meno alla Casa internazionale delle donne di Roma il 21 novembre, ed elogia la capacità di dialogo e di coesione che hanno saputo esprimere le diverse generazioni di femministe italiane. Continua la lettura di Annalisa Camilli Le femministe italiane hanno un piano contro la violenza

Giorgia Serughetti Non è il sesso, è il potere (anche se spesso è la stessa cosa)

femministerie.wordpress.com

Non è il sesso, è il potere (anche se spesso è la stessa cosa)

 di Giorgia Serughetti 

4 novembre 2017 

“A great man once said, everything is about sex. Except sex. Sex is about power”. È Frank Underwood, il celebre personaggio di House of Cards interpretato da Kevin Spacey, attore premio Oscar che proprio in questi giorni è al centro di uno scandalo per molestie sessuali, a indicarci – ironia della sorte – la via d’uscita dal groviglio di errori e banalità che sta segnando la fase due del caso Weinstein e dintorni.

Nella fase due, dopo lo scatenarsi di un acceso scontro di opinioni pro e contro le vittime del produttore hollywoodiano, dopo l’esplosione di denunce virtuali accompagnate dagli hashtag #meetoo e #quellavoltache, dopo timidi tentativi maschili di fare i conti con l’inveterata abitudine a prendere senza chiedere il permesso (hashtag #Ihave), dopo che l’onda partita dal mondo dello spettacolo è andata a lambire la politica dell’Unione Europea (le denunce delle eurodeputate) e di alcuni paesi (si vedano le molestie a Westminster), dopo tutto questo è cominciata la controffensiva. Continua la lettura di Giorgia Serughetti Non è il sesso, è il potere (anche se spesso è la stessa cosa)

Emma Bonino E’ ora del tagliando alla 194

m.espresso.repubblica.it

Emma Bonino: «Partorirai con dolore, abortirai con tortura? E’ ora del tagliando alla 194»

Ancora, nel nostro paese, prevale una idea punitiva. E dopo quarant’anni la legge 194 va rivista. Parla la leader storica della battaglia per la autodeterminazione

DI SUSANNA TURCO   

23 ottobre 2017

La 194 da una parte «viene boicottata dall’obiezione di coscienza, dall’altra è bloccata sul fronte Ru486 da una procedura complicata. È bene rivederla, perché funzioni meglio. Ma prima vorrei fare una precisazione: al centro c’è la scelta, non l’aborto». Emma Bonino, nume tutelare e sacerdotessa della legge che regola il diritto all’interruzione di gravidanza, tiene a raddrizzare il concetto, da radicale qual è, per mettere la libertà al centro della questione: «Ho sempre pensato che ciò che andava e va difeso è il diritto alla libera scelta della maternità. Che non è, automaticamente, il diritto ad abortire: quello è semmai uno strumento – emotivamente molto pesante – attraverso cui si esercita, più o meno invasivo a seconda delle metodologie. Ma al centro deve restare, per come la vedo io, la libera scelta della maternità e il diritto ad esercitarla». Continua la lettura di Emma Bonino E’ ora del tagliando alla 194

Francesca Caferri L’ALTRA FACCIA DI RIAD

L’altra faccia di Riad

Pubblicato su 2 giugno 2017 da femministerie.wordpress.com

di Francesca Caferri

“C’è un Paese dove Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood è realtà: e quel Paese è l’Arabia Saudita”. Scriveva così pochi giorni fa sul New York Times una delle voci più seguite del nuovo femminismo arabo, l’egiziana-americana Mona Eltahawi. Il suo articolo usciva a pochi giorni di distanza dalla conclusione del trionfale viaggio di Donald Trump in Arabia Saudita: accolto da un mare di petroldollari e da luci sfavillanti per le vie di Riad, il presidente americano ha conquistato il cuore dei sauditi, puntando il dito contro il nemico storico di Riad, l’Iran. Le donne che l’hanno accompagnato, la moglie Melania e la figlia Ivanka, se possibile hanno raccolto più successo di lui grazie a scelte di guardaroba raramente più indovinate e a gesti che potevano apparire di apertura, come l’incontro della First Daughter (e auto-proclamata paladina del femminismo alla Casa Bianca) con un gruppo di donne saudite. Continua la lettura di Francesca Caferri L’ALTRA FACCIA DI RIAD

Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo

Da www.ingenere.it

Un giorno senza le donne

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Se è vero, come confermano gli ultimi dati pubblicati dal centro ricerche del parlamento europeo, che la strada della parità è ancora lunga, è il momento di chiedersi come sarebbe il mondo senza il lavoro delle donne. Questo 8 marzo sono più di 40 i paesi del mondo in cui le donne faranno sciopero. Ventiquattro ore fuori dal lavoro produttivo e riproduttivo, retribuito e non retribuito. A day without a woman, lo hanno definito le americane, “se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo” è lo slogan con cui ha risposto Non una di meno, la rete che coordina le iniziative in Italia e che per la giornata ha predisposto un vademecum su come aderire allo sciopero e una mappa con tutti gli appuntamenti geolocalizzati su Google. Continua la lettura di Se le nostre vite non valgono, allora ci fermiamo

Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

In femministerie.wordpress.com

Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

di Michela Murgia

La decisione della Regione Lazio di indire un bando di concorso apposito per reclutare medici non obiettori al San Camillo è un atto politico di grande portata, benché di nessuna efficacia. Il risultato pratico non può che essere nullo perché nessuna regione ha il potere di revocare in forma permanente il diritto di obiezione dei medici: con la legge attuale infatti niente impedirebbe loro di dichiararsi obiettori dopo l’assunzione e questo alla Regione Lazio lo sanno benissimo. Continua la lettura di Legge 194: c’è una gerarchia di diritti, rispettiamola

2017: one billion rising Solidarietà

IL 14 FEBBRAIO 2017 TORNA IN ITALIA E NEL MONDO ONE BILLION RISING, UN MILIARDO DI VOCI CONTRO LA VIOLENZA SU DONNE E BAMBINE

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www.noidonne.org

Era il 2013 quando Eve Ensler, autrice del celebre I monologhi della vagina, lanciò in tutto il mondo una campagna rivoluzionaria, ONE BILLION RISING: il punto di partenza era la drammatica statistica per cui una donna su tre in tutto il pianeta sarà picchiata o violentata nel corso della propria vita; l’obiettivo era far ballare e manifestare un miliardo di persone nel mondo, il giorno di San Valentino, per denunciare quella violenza e affermare la volontà di porvi fine. Continua la lettura di 2017: one billion rising Solidarietà

Mamma assunta al 9* mese

Sarà anche vero che una rondine non fa primavera, ma se non ci fosse quella, oltre a non esserci la primavera, non ci sarebbe nemmeno la rondine che può richiamarne altre.

E dopo speriamo che arrivi anche la primavera.

Margherita Didoné

mobile.corriere.it

Assunta al nono mese, quando l’impresa crede nel valore delle donne

assunzione-9-meseMestre, la nuova vita di Martina e la scelta di Creative Way

Sara D’Ascenzo

08 febbraio 2017 

MESTRE Firmare un contratto di lavoro al nono mese. Una contraddizione in termini nell’Italia delle culle vuote e del tasso di natalità a temperature siderali. Uno di quei paradossi alla «Achille e la tartaruga», dove la donna (tartaruga nel mondo del lavoro) se incinta diventa ancora più lenta, incapace di vincere il paradosso di raggiungere l’uomo, il piè veloce Achille. Eppure qualcosa si muove. Ieri, senza clamori, ma anzi con un po’ di pudore, in un ufficio della Mestre che guarda al futuro, all’ex Carbonifera, si è compiuta una piccola rivoluzione silenziosa: Martina Camuffo, 36 anni, ha firmato un contratto di lavoro con il suo pancione da nono mese di gravidanza, assunta da due uomini, Samuele Schiavon e Stefano Serena, titolari di The creative way, un’azienda di web design e web developement in espansione. Continua la lettura di Mamma assunta al 9* mese

365-giorni-senza-giulio-ricordiamolo-insieme

www.amnesty.it/365-giorni-senza-giulio-ricordiamolo-insieme

Giulio Regeni, un anno dalla morte. I genitori: “Stiamo vivendo tutto il male del mondo, ma non siamo soli”

www.huffingtonpost.it  25/01/2017 

Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“In questo anno abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre a essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi ‘verità per Giulio'”. Lo scrivono Paola e Claudio Regeni in una lettera a Repubblica a un anno dalla morte di loro figlio al Cairo.

“In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato più calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli”, sottolineano, “la solidarietà è qualcosa di tangibile, di umano, è tutto il bene del mondo”.

Giulio, affermano, “era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di ‘Giulio d’Egitto’, che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sarà tempo”. Ora, “vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio. Sappiamo che non siamo i soli a volerlo”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso via Twitter la propria vicinanza alla famiglia del giovane studioso: “Un anno dall’orribile uccisione di Giulio Regeni. Vicinanza alla famiglia. Impegno con la magistratura per ottenere #veritapergiulioregeni”.

La verità sulla morte di Giulio “è ancora lontana” e “il movente è nella caccia alle streghe allo straniero”, ha dichiarato all’Agi Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. La ong ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione perché “nonostante siano passati 365 giorni, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore italiano è ancora lontana”. Questa sera, in diverse piazze italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della sua scomparsa.