Mamma assunta al 9* mese

Sarà anche vero che una rondine non fa primavera, ma se non ci fosse quella, oltre a non esserci la primavera, non ci sarebbe nemmeno la rondine che può richiamarne altre.

E dopo speriamo che arrivi anche la primavera.

Margherita Didoné

mobile.corriere.it

Assunta al nono mese, quando l’impresa crede nel valore delle donne

assunzione-9-meseMestre, la nuova vita di Martina e la scelta di Creative Way

Sara D’Ascenzo

08 febbraio 2017 

MESTRE Firmare un contratto di lavoro al nono mese. Una contraddizione in termini nell’Italia delle culle vuote e del tasso di natalità a temperature siderali. Uno di quei paradossi alla «Achille e la tartaruga», dove la donna (tartaruga nel mondo del lavoro) se incinta diventa ancora più lenta, incapace di vincere il paradosso di raggiungere l’uomo, il piè veloce Achille. Eppure qualcosa si muove. Ieri, senza clamori, ma anzi con un po’ di pudore, in un ufficio della Mestre che guarda al futuro, all’ex Carbonifera, si è compiuta una piccola rivoluzione silenziosa: Martina Camuffo, 36 anni, ha firmato un contratto di lavoro con il suo pancione da nono mese di gravidanza, assunta da due uomini, Samuele Schiavon e Stefano Serena, titolari di The creative way, un’azienda di web design e web developement in espansione. Continua la lettura di Mamma assunta al 9* mese

365-giorni-senza-giulio-ricordiamolo-insieme

www.amnesty.it/365-giorni-senza-giulio-ricordiamolo-insieme

Giulio Regeni, un anno dalla morte. I genitori: “Stiamo vivendo tutto il male del mondo, ma non siamo soli”

www.huffingtonpost.it  25/01/2017 

Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Participants in the torchlight to remember Giulio Regeni, an Italian student murdered in Cairo (Egypt), in front of the Pantheon, in the centre of Rome, Italy, 25 July 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“In questo anno abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre a essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi ‘verità per Giulio'”. Lo scrivono Paola e Claudio Regeni in una lettera a Repubblica a un anno dalla morte di loro figlio al Cairo.

“In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato più calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli”, sottolineano, “la solidarietà è qualcosa di tangibile, di umano, è tutto il bene del mondo”.

Giulio, affermano, “era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di ‘Giulio d’Egitto’, che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sarà tempo”. Ora, “vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio. Sappiamo che non siamo i soli a volerlo”.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso via Twitter la propria vicinanza alla famiglia del giovane studioso: “Un anno dall’orribile uccisione di Giulio Regeni. Vicinanza alla famiglia. Impegno con la magistratura per ottenere #veritapergiulioregeni”.

La verità sulla morte di Giulio “è ancora lontana” e “il movente è nella caccia alle streghe allo straniero”, ha dichiarato all’Agi Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. La ong ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione perché “nonostante siano passati 365 giorni, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione del giovane ricercatore italiano è ancora lontana”. Questa sera, in diverse piazze italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della sua scomparsa.

Ordine dei giornalisti – Documento su informazione e linguaggio

www.odg.it

Femminicidio e violenza. Le parole giuste

15/12/2016

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha fatto proprio, in piena condivisione, il documento della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) a proposito di violenza sulle donne, elaborato nel solco della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1993.

In particolare il documento richiama i giornalisti all’uso di un linguaggio corretto, cioè rispettoso della persona, scevro da pregiudizi e stereotipi, ad una informazione precisa e dettagliata nella misura in cui i particolari di un accadimento siano utili alla comprensione della vicenda, delle situazioni, della loro dimensione sociale. Ad esempio, adottando nei casi di femminicidio il punto di vista della vittima, possiamo ridarle la dignità e l’umanità che, in una cronaca quasi sempre centrata sulla personalità dell’omicida, vanno perdute. 

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Società e lavoro

Pubblicato in www.ingenere.it

Pari opportunità. In azienda serve una rivoluzione

pari_opportunita_aziende

Le aziende italiane si stanno impegnando sul fronte delle pari opportunità, ma basta un confronto con altre realtà europee per capire perché le politiche adottate sono ancora insufficienti e inadeguate. Ecco cosa succede in Francia

09/12/2016

 Maria Belmusto

Negli ultimi anni l’impegno delle aziende italiane per le pari opportunità sembrerebbe aumentato, complici anche le richieste provenienti dai principali attori dell’agenda politica ed economica mondiale, dagli organismi internazionali ai fondi d’investimento etici. Tra le iniziative adottate si possono annoverare l’aumento della flessibilità degli orari di lavoro, una maggiore disponibilità a concedere il part-time o il telelavoro, facilitazioni nella gestione dei servizi di cura (es.: asili nido aziendali). Più di recente, sembrerebbero riscuotere un certo successo i programmi rivolti alle neo-mamme, mirati a favorire un aumento della consapevolezza delle competenze acquisite con l’assunzione del ruolo genitoriale.

I programmi per le neo-mamme

Il rientro dal congedo di maternità costituisce un momento critico nella vita professionale di molte donne. Continua la lettura di Società e lavoro

Lea Melandri: Il femminismo non è morto

Pubblicato in 27esimaora.corriere.it

Il femminismo non è morto. L’abbiamo visto in piazza a Roma

di Lea Melandri

20161126non-una-di-meno

Valeva la pena aspettare dieci anni per ritrovarci di nuovo in tante e poter dire che siamo un movimento, anche solo per un giorno, e non solo una rete virtuale, anche se le reti ci sono state di aiuto come spinta a uscire dalla carsicità. Confluire in massa in una storica piazza di tutte le proteste, quale è piazza San Giovanni a Roma, è stato sicuramente il modo più felice per rispondere a una ricorrenza, come il 25 novembre, che felice non è. Una manifestazione come quella di sabato 26, come quelle che si sono succedute da quarant’anni a questa parte, deve darci il coraggio di dire che il femminismo, in tutta la varietà delle sue pratiche, dei suoi gruppi, collettivi, associazioni, ecc… — o forse proprio per questa varietà — è l’unico movimento sopravvissuto agli anni ’70, l’unico che nonostante la messa sotto silenzio, l’ostilità che incontra nel nostro Paese in particolare, non ha mai smesso di riempire le piazze con donne di generazioni diverse, che non ha mai smesso, pur con tante contraddizioni, di ripresentarsi con la radicalità dei suoi inizi. Continua la lettura di Lea Melandri: Il femminismo non è morto

Giancarla Codrignani: Un problema da risolvere il 4 dicembre

www.noidonne.org

La Costituzione oggi e (forse) domani / 1

Un problema da risolvere il 4 dicembre

Il referendum costituzionale, la decisione è al popolo: sì per confermare le modifiche, no per respingerle

Giancarla Codrignani

Inutile volerci girare intorno: la gente l’ha presa per il verso sbagliato e rischia di andare al referendum come alla partita Milan-Inter. Le passioni saranno belle, ma confondono la mitologia con la politica.

Come donne dobbiamo fare attenzione, se è vero che noi siamo quelle della “cura”, dell’interesse prioritario per l’umano attraverso la vita da rendere vivibile, i corpi da rispettare, le esigenze di cui definire le priorità. La riforma non tocca nessun principio e la nostra piena uguaglianza resta garantita dall’art. 3, anche se i nostri diritti sono stati a lungo differiti e rimossi. Forse, se chiedessimo noi una riforma, vorremmo l’abolizione dell’art. 37 che ci fa lavoratrici alla pari ma ci carica di una “essenziale funzione familiare” evidentemente negata all’uomo. Forse non ricordiamo che nel 2003 su iniziativa del governo Berlusconi è stato modificato l’art. 51 per dire che la Repubblica “favorisce” (e non “garantisce”) le “pari opportunità” (e non i “pari diritti”) ai fini elettorali: anche quando si tratta della Costituzione, con il “genere” si fatica. E non ci basta che “questa” riforma menzioni tre volte la parità delle donne. Continua la lettura di Giancarla Codrignani: Un problema da risolvere il 4 dicembre

Roma, 26 novembre: Non Una Di Meno!

non-una-di-menoNI UNA MENOS! NON UNA DI MENO!

nonunadimeno.wordpress.com

TUTTE INSIEME CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
VERSO UNA GRANDE MANIFESTAZIONE: IL 26 NOV TUTTE A ROMA!

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Vogliamo che sabato 26 novembre Roma sia attraversata da un corteo che porti tutte noi a gridare la nostra rabbia e rivendicare la nostra voglia di autodeterminazione. Continua la lettura di Roma, 26 novembre: Non Una Di Meno!

Mestre, 25 novembre: Posto Occupato

snoq-veneziaCare donne,

il 25 novembre noi donne di Senonoraquando Venezia ci siamo, anche quest’anno. Ci troverete in via Palazzo, a Mestre, con un flash mob .

 Troverete tante sedie vuote quante sono le donne che dall’inizio dell’anno sono state uccise ‘in quanto donne’ , sedie segnate da un drappo rosso e dal logo

POSTO OCCUPATO

Ci saremo dalle 17.30 alle 18.30, vi aspettiamo  e vi ricordiamo di indossare qualcosa di rosso.

Aderiscono alla nostra iniziativa i commercianti di via Palazzo.

(Evento segnalato da Simonetta Luciani, Snoq Venezia)

Atlante dell’Infanzia a rischio – Save the Children

www.ansa.it

Save Children, quasi 1 minore su 3 a rischio povertà in Italia

5,5 mln under 15 vivono in aree ad alta pericolosità sismica

ROMA, 17 novembre 2016

Casal di Principe. I figli delle donne che soggiornano in un centro antiviolenza. ANSA/SAVE THE CHILDREN Riccardo Venturi ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING
Casal di Principe. I figli delle donne che soggiornano in un centro antiviolenza.
ANSA/SAVE THE CHILDREN Riccardo Venturi

Sempre più precaria la condizione dei minori in Italia: secondo l’Atlante dell’infanzia di Save the Children, quasi un minore su tre è a rischio povertà ed esclusione sociale, mentre i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno per la mancanza di riscaldamento. Da una delle mappe dell’Atlante, elaborata dall’Ingv, emerge inoltre che 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica.

save the children dieci anni di lotta alla dispersione

Sicilia prima per abbandono scolastico – In Sicilia un giovane su 4 tra i 18 e i 24 anni (24,3%) interrompe gli studi precocemente, fermandosi alla licenza media inferiore, a fronte di una media nazionale del 14,7%. Continua la lettura di Atlante dell’Infanzia a rischio – Save the Children